Antica cava di selagite

La selagite, dispersa un po’ ovunque, cavata su più fronti proprio lungo questo itinerario, è unica di questi luoghi e utilizzata già dal periodo etrusco-romano. Un esempio per tutti sono le famose tre teste etrusche della Porta dell’Arco di Volterra. Si tratta di una roccia magmatica solidificatasi a piccole  profondità e poi emersa. Il geologo Paolo Savi, colpito dalla vivace lucentezza dei piccoli ma numerosi cristalli di biotite, la chiamò, appunto, “selagite” (dal verbo greco selaghèo: splendo, brillo). Camminando nel borgo ci accompagna sempre il suo “brillare”.

ex-cava alabastro e punto panoramico su Querceto e val di Sterza

In questo tratto panoramico sul borgo di Querceto e sulla Val di Sterza si può notare alcuni campi ed il bordo strada punteggiato dal bianco dei cumuli ed affioramenti di alabastro. Si tratta di un ex area di cava a cielo aperto di questa pietra locale che ha fatto la fortuna e la storia dell’artigianato artistico del territorio Volterrano.

Affioramento di roccia serpentina

Ci troviamo sopra un affioramento di rocce serpentine, magmi del fondo oceanico di 180 milioni di anni fa. Per la grandissima estensione e per la loro notevole potenza  costituiscono la roccia più rappresentativa e diffusa di Monterufoli, dove si formano habitat di rara bellezza e interesse scientifico, caratterizzati da rare specie di flora e fauna.

Ex cava di alabastro

La cava dismessa di Faltona mostra ancora il vasto bacino estrattivo a cielo aperto di circa 150 ettari dal quale si otteneva un prezioso alabastro bianco; gli ovuli intrusi nei banchi di argilla di 6-7 milioni di anni fa venivano utilizzati per l’artigiano artistico Volterrano.

Affioramento di calcare palombino

Una peculiarità geologica. Si tratta di un ”calcare micritico”, ovvero costituito da cristalli talmente minuscoli (inferiori a 4 micron) da essere invisibili ad occhio nudo. Il suo aspetto risulta quasi vetroso e gli spigoli scheggiosi e taglienti.

Manifestazioni geotermiche naturali

Rocce roventi, sorgenti di acque caldissime tra getti di vapore e pozze di   acque gorgoglianti, un paesaggio brullo e selvaggio unico ed inimitabile, un suggestivo ambiente naturale paragonato ad un “luogo infernale”.

Centrale geotermica

Vecchia centrale geotermoelettrica con la caratteristica torre di raffreddamento

Affioramento Conglomerati lacustri

Berignone nel Miocene (7-5 milioni di anni fa) era un grande lago, oggi testimoniato dalle spettacolari pareti e dagli affioramenti di conglomerati lacustri di arenaria, diaspro e calcare.