L’anello di Poggio Vecchio

Itinerario percorribile privo o con scarsa segnaletica e non perfettamente sgombro da vegetazione

Il punto di partenza del percorso è raggiungibile dai borghi di Libbiano, Micciano e Serrazzano, percorrendo la strada sterrata di facile percorribilità che porta nella Riserva di Monterufoli.

Un facile tracciato ad anello, con tante suggestioni, ci conduce alla scoperta di tutte le tipologie forestali presenti a Monterufoli e ad un’area interessante per l’avvistamento della fauna selvatica.

Nei pressi dei ruderi del podere Poggiovecchio, il silenzio dell’area – ed un po’ di fortuna – ci potrà far scorgere ungulati come il daino, il capriolo e il cinghiale, ma anche rapaci.

La presenza di prede e di quiete rende questa zona prediletta da predatori elusivi come il lupo e il gatto selvatico.

Salendo alla testata del Vallon Cupo, profonda incisione che precipita nel sottostante torrente Adio, con tratti di foresta decidua caratterizzata soprattutto dal cerro, si percepisce l’aria a tratti odorosa di zolfo, perché si è ormai al margine di una delle aree geotermiche più importanti d’Europa.

Alcuni lecci di notevole longevità ci segnalano la presenza dei pochi resti della chiesetta di S. Ermete, insieme a corbezzoli, ginepri ed ornielli.

Il tratto finale del percorso, tra pinete e radure, regala ampie vedute e suggestivi mosaici di colori, soprattutto in autunno, grazie a numerosi sorbi, ciavardelli ed aceri.