Monterufoli – Caselli: “wilderness” di Toscana

 Siamo nel cuore delle Colline Metallifere, nel territorio dei comuni di Pomarance, Monteverdi M.mo e Montecatini Val di Cecina.

Con i suoi 4.828 ettari, per la continua copertura forestale e per la scarsa presenza dell’uomo, la riserva è oggi riconosciuta come una delle zone wilderness più importanti della Toscana, a livello europeo classificata anche Zona di Protezione Speciale.

Ci addentraimo in luoghi di una biodiversità straordinaria dove, in uno sterminato paesaggio forestale di migliaia di ettari, si alternano ripidi versanti detritici, forre e greti torrentizi, affioramenti rocciosi, accanto ad ecosistemi fluviali selvaggi e luoghi aridi, a due passi da luoghi freschissimi.

Percorrere i sentieri della Riserva regala una sorpresa dietro l’altra: una tranquilla passeggiata in bicicletta o a cavallo, sfruttando la rete dei facili sentieri, oppure escursioni più impegnative che non deludono gli amanti del trekking, è sempre un’esperinza incantevole.

Un tuffo nelle acque cristalline dei torrenti, una passeggiata sulle “antiche rocce verdi dei serpenti” con i colori delle rarissime fioriture primaverili, immergergendosi nei boschi per fugace incontro con la fauna selvatica, scoprire una galleria, un ponte, un edificio fantasma di antiche miniere…una villa ed una fattoria del ‘600: queste sono solo alcune delle emozioni da ricercare.

L’area si distingue per un’estrema ricchezza mineraria e mineralogica: manifestazioni idrotermali, paesaggi minerari, superficiali e sotterranei, legati alla ricerca ed allo sfruttamento del rame, del calcedonio, della magnesite e della lignite puntegginao il territorio.

Percorrendo, lungo il torrente Ritasso, l’ottocentesca strada ferrata, che un tempo collegava le miniere di lignite e magnesite ai centri abitati, si incontrano vecchi ponti in muratura, sospesi su archi incassati nella roccia: è un itinerario carico di suggestioni uniche per gli appassionati di geologia e mineralogia e non solo.

Il paesaggio vegetale della Riserva è estremamente vario e ricco di rarità. Qui si alternano la macchia mediterranea, le leccete, le alte foreste di caducifoglie, le “garighe” sulle rocce serpentine con la loro flora endemica, sino a poter scoprire piante antichissime come il tasso , l’agrifoglio e l’alloro….E nei cieli si scorge, se si è fortunati, il grande biancone, l’”aquila dei serpenti”, che nidifica sulle chiome degli alberi e sorveglia questi grandi spazi, insieme a numerosi rapaci diurni e notturni ed altre specie rare di uccelli.

Il lupo vive quasi indisturbato, cacciando cinghiali, daini, caprioli e mufloni, mentre, quasi invisibile, il gatto selvatico trova rifugio nella riserva, insieme alla martora e a molti altri animali.